La fiaba dell’eroe.

Son fatta di fiabe e di filastrocche

di mezze invenzioni, a volte un po’ sciocche

Paiono il vero, ed io mi confondo

è un modo incantato di guardare il mondo.

Un drago feroce, un orco buzzurro

l’arrivo fatato di un Principe Azzurro

una fata madrina a volte distratta

la formula magica per non uscir matta.

Sembravano tutti incanti un po’ strani

mal travestiti da esseri umani

l’azzurro del principe – una grande illusione

quel drago mostruoso – era tutto cartone

il mantello del mago aveva già qualche buco

il bianco destriero era soltanto un ciuco.

Polvere magica e bacchette incantate

tra le mie amiche ho trovato le fate

“abracadabra” è ormai fuori moda,

“Stefania, sei triste, beviamo qualcosa?”.

In cima alla torre una madamigella

in basso, più onesta, un disastro in gonnella

a cercar d’esser forte ed anche gentile

coraggio, ragazza, ingoia la bile

non esser scomposta, nelle fiabe non s’usa

pazienza ed impegno, o resti delusa.

Mi ritrovo così, in questo gran fragore

Più lividi e graffi che medaglie al valore

Ma son le mie stelline da generale

La prova che gli errori non fan così male

L’incredibile conferma, col senno di poi, che non son le vittorie a fare gli eroi

E che l’unico sbaglio che potevo fare era stare ferma, pur di non sbagliare.

Pubblicato da

Stefania Cava

Might be slightly chatty.

1 commento su “La fiaba dell’eroe.”

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