Inciampo.

board-1754932_1920Ho sempre pensato d’avere un’inclinazione per la goffaggine. Poco equilibrio, scarsa agilità, riflessi al minimo storico han fatto di me, nel corso degli anni, l’anello di congiunzione tra l’Ispettore Clouseau e Pippo. Son caduta da in piedi, da ferma, da seduta, da accovacciata e persino da coricata. Sono ruzzolata giù da scale, sentieri, muretti e marciapiedi, impaperandomi, a volte, anche con le fughe delle piastrelle.
Son inciampata in gradini, in frasi, in libri, in film. Sono inciampata in un paio di occhi, in una fotografia, in un sentimento, nella gamba tesa di chi sapeva di giocare con una che guarda la palla, e quasi mai il campo. Sono inciampata in un presentimento e l’ho scavalcato con arroganza, sono inciampata in un’idea e mi sono accucciata accanto a lei, crescendola quel tanto che bastava da riuscire a prenderla per mano. Sono inciampata in alcune parole che m’hanno tormentato fino a quando non son riuscita a collegarle ad un concetto, una frase, una pagina. Sono inciampata in una lunga rete di bugie, così aggrovigliate da sembrare un filo spinato, e più mi divincolavo più quei ferri arrugginiti m’entravano nella carne, nell’anima, nei pensieri. Sono inciampata contro un muro di silenzio freddo e spietato, contro il retrogusto amaro d’una ritirata non prevista, d’una Caporetto di cui non avevo idea.
Non fosse che son convinta che di casuale, a sto mondo, non ci sia niente, penserei che il fato abbia scelto di modellarmi così perché qualcuno doveva pur far ridere, e la slapstick comedy non invecchia mai. Eppure, trent’anni di coincidenze m’han spinto verso quel sentiero che porta a credere che repetita iuvant, e in certi casi indicant. Inciampo perché non ho equilibrio, non ho equilibrio perché scivolo in tanti panni, a volte molto diversi dai miei, per il gusto profondo e fiero di non far sentire nessuno incompreso. Per vedere il mondo con tutti i colori che lo compongono, per riconoscere tutti i punti di vista del creato, ché la Cappella Sistina è uno spettacolo, vista dal basso, ma anche riconoscer le pennellate ad un palmo dal naso deve essere un bel brivido.
Inciampo, cado, mi rialzo da una vita, con un rituale ogni volta uguale a sé stesso, straziante nel dolore e fiero nella rinascita. E – potete starne certi – la volta che non inciamperò, non cadrò, non barcollerò, non sarò diventata brava, mi sarò arresa. 

Pubblicato da

Stefania Cava

Might be slightly chatty.

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