Chiudi gli occhi.

pexels-photo (2)Chiudi gli occhi e dimmi che mondo vuoi.

Non fermarti alla fiera dell’ovvio, tuffati a fondo, dammi i dettagli. Ci vedi pesci, nei mari? Neve in montagna, campi arati in pianura, boschi imponenti in collina? Quanti uccelli ci sono, nascosti tra i rami? Le volpi esistono ancora, i ricci si incamminano sempre per il loro sentiero, con quell’andatura ipnotica ed incredibilmente rapida?

Avanti, dimmi che mondo vuoi.

Le meduse brillano ancora nei mari caldi e puliti? Ci son sempre le cernie, con quell’aria perplessa, i fondali sono pieni di pizzi e merletti corallo, arancioni ed impudenti, persi in tutto quel blu? Riesci ad immergere i piedi, in quel mare? A tornare indietro correndo, su una spiaggia di rena spessa, oppure impalpabile come farina, mentre scappi da un’onda che s’è sentita più coraggiosa delle altre e ha tentato di farti paura?

Ti sfido, raccontami come vuoi questa Terra.

In montagna c’è ancora la neve? Quella perenne intendo, piazzata lì dalla notte dei tempi a guardare il resto del mondo che vive estate e primavera, caldo e solleone, mentre lei resta lì, arrampicata sul tetto del globo, in un gelo rassicurante. Le pinete son tutte intere? Nei ruscelli c’è acqua pulita? Quante stelle alpine hai contato, scendendo per il sentiero? pexels-photo-472308.jpeg

Coraggio, raccontami quel che vorresti.

Se punti il naso verso l’alto, trovi ancora qualche stella? Oppure l’inquinamento luminoso se le è inghiottite tutte, e ti ritrovi a fissare un cielo lattiginoso e rosato, mentre qua e là qualche puntino luminoso si sforza terribilmente per ammiccarti, da lontano? Le riconosci sempre, le costellazioni? E la Luna ti fa venire ancora qualche brivido, o è soltanto l’ennesima comparsa in una vita che sai a memoria?

Ti chiedo l’ultimo sforzo, dai. Dimmi che mondo vuoi.

Sei libero d’esser quel che vorresti? Puoi amare chi vuoi, frequentare chi scegli, credere in chi preferisci? Dai la possibilità agli altri di farlo, oppure hai deciso che il mondo è quel che tu ritieni sia corretto, e pazienza se di quel girotondo tu hai visto solo uno spicchio? Il coraggio di smettere d’essere quello che credevi saresti stato, ce l’hai? Sai seguire il tuo istinto, o hai deciso di zittirlo perché con la ragione si va più lontano? Ti sei già accorto che ad esser tutta testa e niente cuore si fa più fatica, oppure ti stai ancora domandando cos’è quel malessere che ti si è accomodato tra le spalle? Hai imparato a volerti bene, o fai ancora confusione tra amor proprio ed egoismo? Quella faccenda della libertà, l’hai snocciolata come si deve o è rimasto un alibi, di quelli ben costruiti, dietro cui ti nasconderai per non ammettere a te stesso che quella cosa che ti fa scappare è solo paura? Ti sei reso conto che la più grossa magia che fa il timore è quello di non permetterti di nominare ciò che ti spaventa, pena la rottura dell’incantesimo? E non è che esser felice ti fa molta più paura del non riuscirci?

pexels-photo-262529.jpegChiudi gli occhi, pensa al mondo che vuoi e dimmi, sinceramente.

Ti sei accorto che tutto – i mari puliti, la neve in montagna, le code delle volpi, le stelle in cielo, la tua felicità – dipende da te? 

 

Pubblicato da

Stefania Cava

Might be slightly chatty.

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