Filastrocca degli addii

love-heart-hand-romantic.jpg

Il primo addio sembrava un miraggio

un paio di sillabe e m’ero già messa in viaggio

gli occhi piantati su amori più veri

i piedi veloci per nuovi sentieri.

Con il secondo, tuoni e saette

un tango stancante di scuse mai dette

di liti, di lacrime, di mezzi sorrisi

gli amori più amari son quelli recisi.

Il terzo arrivò e mi trovò distratta

tutta impegnata a non uscir matta

sognavo un futuro, corredi e lenzuola

e non m’ero accorta di giocare da sola.

Tuonò il quarto e piovve l’assenza,

fu un viaggio breve, senza partenza.

Certi fantasmi han contorni ben netti

non portan catene, ma silenzi e non detti.

In mezzo, tra gli altri, fiorì qualche addio

a volte a gran voce, a volte un bisbiglio

in quel grande gioco, pensavo ormai offesa

non voglio più pianti, mi metto in difesa.

Ci volle del tempo, santa pazienza,

a capir che l’amore è un lavoro d’assenza

di cura, respiri pieni e profondi

aprir bene gli occhi e veder nuovi mondi.

Appena compresi, tutto fu chiaro

rimettersi in piedi, sputare l’amaro

guardar con amore il mio volto riflesso

e barattare il poi con l’adesso.

 

Di tutti gli addii nella mia collezione,

non uno valeva la conclusione

sbagliavo tutto, fin dalla premessa

la scelta più bella era amare me stessa.

 

Pubblicato da

Stefania Cava

Might be slightly chatty.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...