Quel che ti stai perdendo.

margaret-1285618_1920.jpgLe colazioni al bar, le mattine di Natale, le sorprese per il compleanno, le vacanze in montagna, i fine settimana nelle città d’arte, ché ho trovato un last minute e costa poco e io Praga non l’ho mai vista. Le Pasquette e le grigliate, le serate al cinema in inverno, quando fa freddo e vuoi mica stare in giro?, in primavera, quando c’è vento e vuoi mica pigliarti qualcosa?, in estate, quando fa caldo e con quest’afa dove vuoi andare? e in autunno, quando piove e per marcirmi tra i locali mi chiudo in una sala.  Gli esperimenti ai fornelli, con il rischio di buttar via anche la pentola, e i tentativi ben riusciti di una ricetta che si riproporrà alla nausea, provar birre nuove, far finta di capirne di vino, andare al giapponese e uscir pieni come uova, ripetendosi che per sei mesi, almeno, niente all you can eat. Tornare al giapponese la settimana seguente. I casini sul lavoro, i successi sudati e quelli inaspettati, le grane con le bollette e con il wifi che ogni due settimane batte i coperchi, una libreria da riempire, armadi da cambiare, mi aiuti a mettere il sacco porta piumone ché io da sola non riesco? Le partite di calcio o di basket o di tennis o di golf (ma ti prego, non il golf), la Notte degli Oscar e le maratone di Mentana, lavatrici da fare e panni da stirare, cosa ne pensi di questo articolo? quando non mi vengono le parole, appendere i quadri e le mensole, cucire gli strappi, riempire le toppe, accarezzare le cicatrici e ringraziar le ferite. Aspettarsi, aspettare, con la pazienza di chi ha una vita davanti e l’impazienza di chi la misura in ore. Aver fiducia e speranza, sceglimi tu la pizza, mi fidomi mangi le acciughe, che le odio? regalami solo un enorme vasetto di funghi sott’olio. Crescere e cambiare con la consapevolezza che non si cambierà più molto, e questa testa quadra resterà dura e spigolosa fino a quando non deciderà di diventar morbida e rotonda. Dividere, condividere, moltiplicare, soppesare, elevare al quadrato e ridurre ai minimi termini. Mettere tra parentesi, arrotondare col resto. L’amore è il sentimento più matematico che conosca, un ossimoro fatto e finito. E questo, tutto questo, è quello che ti stai perdendo.

Avevo scritto questo post tempo fa, quando essere il calzino spaiato della cassettiera mi pesava quanto un macigno. Con il tempo, ho imparato che anche i calzini spaiati son belli, e che a volte val la pena star così, a righe e solitari, invece di abbinarsi con un pedalino mal fatto. La cosa davvero divertente, però, è che quella che si stava perdendo qualcosa – immobile dietro ad uno sbaglio, intestardita con una questione di principio – ero io, e non un fantomatico amore. Quanto ho rischiato di perdermi, pur di non perdere te. 

Pubblicato da

Stefania Cava

Might be slightly chatty.

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