Flashback

12512366_1149992895031197_2722930186756666178_nCi son giornate in cui mi manca persino il trillo di Msn. Quel rumore fastidioso, snervante, che “io spengo le casse e non mi rompono più i maroni“. Mi mancano quelle emoticon agghiaccianti, che potevi ottenere solo quando qualcuno te le inviava. Con pazienza certosina le salvavi e classificavi, e quando andavi di fretta e registravi sotto una semplice lettera un disegnino complicatissimo rovinavi intere conversazioni. Avevo un ex fidanzato che aveva salvato un cane con un cappello sotto la lettera “b”, il logo di McDonald’s al posto della lettera “m” e uno smile stupito al posto della lettera “o”, così ogni messaggio pareva una poesia ermetica, e magari mi aveva solo scritto “buongiorno”. 

Mi manca giocare a snake nei momenti vuoti – o durante le lezioni – e perdere sempre a pochi passi dal record. Mi manca comporre le suonerie, che ci passavamo quei foglietti con le note manco fossero bigliettini carbonari, e ci mettevamo a comporre quei suoi odiosi – biiiip, bip, biiiipbipbip – facendo saltare i nervi a ogni adulto. Mi manca la suoneria speciale, che “oh, questa se sei vecchio non la senti!”- “ma vecc1009887_1096610660369421_9021263444825366443_nhio quanto?” – “ah, tipo trent’anni”. Mi manca pensare che i trentenni fossero vecchi, perché a trent’anni ti sei giocato tutte le partite e hai, minimo minimo, un lavoro che non reggi e che ti terrai tutta la vita e un fidanzato che non reggi ma che speri ti sposi, perché “a quell’età chi vuoi che la prenda, vecchia così?”. Inventerei una macchina del tempo solo per tornare indietro e prendermi a schiaffi.

Mi manca far le foto con la fotocamera, mi manca persino cercare di capire gli algoritmi di Badoo ed esser baccagliata da gente terrificante. Mi manca ascoltare la musica dal lettore cd, che se per caso camminavi un po’ saltellando saltava la traccia ogni venti secondi: in quel periodo ho imparato a muovermi come le lumache, avanzando in orizzontale senza mai sollevare i piedi. Mi manca incidermi le tracce su cd di dubbia qualità, mi manca incidere tracce di dubbia qualità su cd effettivamente validi. Mi manca guardare le fotografie e lamentarmi che sono un mostro, perché se oggi riguardo gli scatti di quando avevo una ventina di anni mi vien voglia di correre lì, abbracciarmi e dirmi che andrà tutto bene – salite e discese, che importa?  senza le prime non si vede il panorama, senza le seconde non si sente la velocità. Guarderei quella pelle – senza macchie – e mi ricorderei la protezione solare, osserverei quel seno – completamente assente – e suggerirei d’aver pazienza -, tirerei un’occhiata alla bruttarella che pensavo di essere – e mi manderei a cagare, perché ha ragione mia nonna, a vent’anni non si è brutti quasi mai. Mi guarderei sbagliare, incespicare, riuscire, litigare e piangere. Vincere, tentare, vivere con una leggerezza strana, quella che si prova quando si pensa d’essere immortali, eterni e padroni della verità. Farei spallucce, perché sbagliavo quasi tutto ma non lo sapevo. E poi mi tirerei un pugno sul naso, perché va bene tutto, ma “quella è una vecchia, c’ha trent’anni” è troppo. 

Pubblicato da

Stefania Cava

Might be slightly chatty.

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