Equilibrio

swing-1350654_1920.jpgL’equilibrio è una faccenda complicata, fatta di compromessi e pazienza. Stai in bilico su un filo di lana e ti dici che sì, potrebbe andare peggio, ma che sì, in fin dei conti ti potrebbe pure andare meglio. Ancora non lo sai, ma è questo pensiero che ti fa dondolare, tutti i dubbi con cui ti sei zavorrata e che ti spingono inesorabilmente verso la caduta.

Io ho perso l’equilibrio un sacco di volte. A dieta ferrea una settimana, poi via libera ad un cioccolatino. Tentavo la strada della pazienza anche con chi non si meritava nemmeno un sentiero, e poi mi scappava il vaffanculo. Magari manco lo dicevo, però lo pensavo quel tanto che bastava a far dondolar la mia tranquillità, e così mi si spostava il baricentro della serenità e rischiavo di pigliar delle facciate. Il guaio è che quando vieni al mondo nessuno ti spiega che ad iniziare qualcosa son bravi tutti, ma il difficile è continuare. Anche quando cadi, anche quando il filo su cui ti tieni in bilico dondola troppo. Anche quando il vento della cattiveria ti fa oscillare, persino nel momento in cui ti fiorisce nel petto il pensiero che a saltar giù si faccia prima. C’è la rete? Meglio. Non c’è? Farà un male cane, ma sarò a terra.

Per dirla alla Jova, ho passato trent’anni a riempire la mia casa dei resti di una vita passata smettere e a ricominciare. Fino a qualche tempo fa, dondolare era un tormento fatto di sensi di colpa e ansia da prestazione, patemi d’insicurezza e slanci d’orgoglio. Chi ero, io, per impormi su qualcuno? Chi era, questo qualcuno, per imporsi su di me? Così incoscienza, immaturità e un sacco di cuore m’han fatto commettere il peccato capitale: dimenticare che non ero finita, ma appena abbozzata. Che quei per sempre, quelle definizioni così certe, parevano incise sulla pietra soltanto a me: si trattava di appunti presi a margine, scarabocchi e bozze. Vitali, sì. Importanti, certo. Definitivi, per niente. L’ho realizzato tra il chiaro e lo scuro di un giorno in cui troppe lacrime avevano sbiadito alcune definizioni. Ma come, non erano eterne? Davvero, si potevano cambiare? Per favore, alcune posso trascriverle?

È successo così, quasi inaspettatamente. Dondolare non faceva più paura, l’equilibrio perso regalava adrenalina.  Del resto, ragazzi, è così che funzionano le altalene. 

Pubblicato da

Stefania Cava

Might be slightly chatty.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...