Gente bestiale.

15079856406_c18e632164_bPartiamo dal principio. Al mondo esistono esseri umani ed esseri animali: i primi si differenziano dai secondi perché han sviluppato, accanto ad alcune caratteristiche fisiche, anche tutte quelle anse del cervello necessarie a dar vita a sentimenti più o meno complessi, come la vergogna, la capacità di dar vita alla filosofia ed il desiderio di raccogliere i punti Fragola dell’Esselunga. Gli animali, da contro, hanno affinato l’istinto, tentato di dribblare l’estinzione e deciso di farsi rappresentare da Walt Disney, l’umanizzatore per eccellenza. Fin qui, insomma, tutto normale.

Nel mio lungo periodo di formazione scientifica, portata a termine alla Regia Università di Super Quark, ho avuto modo di imparare che tra uomo e animali ci son differenze sostanziali, così profonde che le eccezioni alla regola costituiscono un esempio fuori dall’ordinario. Un uomo che consola un cane che sembra smarrito è cosa comune, un cane che tenta di dar sostegno ad un uomo in difficoltà è straordinario e commovente. Una gatta che abbandona i propri piccoli per le più svariate ragioni sta seguendo l’istinto, una donna che si comporta allo stesso modo è una criminale. Fin qui, comunque, sempre tutto normale.

Succede, però, una cosa. Lo dico da amante degli animali, da “non ammazzo nemmeno le zanzare“, da “non uso cosmetici testati sugli animali“. Per correttezza, ammetto di dirlo anche da onnivora, nonostante carne-uova-latte siano scarsamente presenti nella mia dieta.  Lo dico da umana, insomma, da essere pensante e senziente, che ha sviluppato le anse del cervello vitali per i ragionamenti e per le raccolte punti. Succede che, come sempre, si forza la misura e fioriscono – sui social, ça va sans dire – affermazioni azzardate del tipo “ah, ma gli animali son meglio degli uomini”. Ecco. No. 12208311_1068231566540664_4273241707843055233_n

Non so quali uomini abbiate incontrato. Non so, a dirla tutta, nemmeno quali animali abbiate incontrato. Ma dire che tutti gli animali son meglio degli esseri umani, è una pericolosa assolutizzazione. Alcuni animali son meglio di alcuni uomini, sì. Gli animali son meglio di alcuni uomini, di nuovo sì. Alcuni animali son meglio degli uomini, sempre sì. Ma tutti gli animali son meglio di tutti gli uomini, regà, no. Perché per ogni iscritto al genere umano che tortura e massacra i propri simili e non solo, ci sono un uomo e una donna che lottano per i diritti di chi diritti non ha. Perché per ogni asino bipede che massacra un cane a pallettoni ce n’è un altro che si occupa di curare i randagi, accogliendoli e proteggendoli. Perché per ogni micia che allatta piccoli di un’altra specie c’è un gatto che fa fuori i propri per evitare di perdere il territorio. Perché per ogni animale che noi umanizziamo, ce n’è uno che abbandona il proprio cucciolo perché è debole, o malato, o vattelapesca. C’è una differenza, ovviamente. E sta tutta in quelle anse di cervello che c’hanno fatto sviluppare la poesia, la filosofia, il senso di colpa e la volontà di finire una stagione di Netflix in tre giorni: noi -alcuni di noi- conosciamo la differenza tra bene e male, tra umano e disumano, tra morale e amorale. La colpa è di secoli di filosofia, peripatetici e studiosi, amanuensi e saggi. Il fatto, poi, che alcuni di noi non siano in grado di distinguere o applicare tali ragionamenti non declassa l’umanità intera, ma solo il singolo soggetto. Se aiuti chi è in difficoltà, indipendentemente dall’esistenza del suo pollice opponibile, applichi quei ragionamenti che son così vecchi da esser diventati sentimenti. Se non lo fai, indipendentemente dal fatto che il bisognoso abbia peli, vibrisse o un’andatura eretta, regredisci ad un istinto animale. Tutto lì. 

Post Scriptum: Sono portatrice sana di gatti. Quando li abbigliate come se fossero dei bambini, non state facendo il loro bene. Quando decidete che è il caso di trattare un animale come se fosse un figlio, non state facendo il suo bene. Quando al vostro rapporto manca solo la sigla della Walt Disney, non state facendo il suo bene. Lo state rendendo quello che voi vorreste. Il che, purtroppo, è spesso la cosa più lontana possibile da ciò che a lui servirebbe per essere felice. Proprio come per i figli. 

Pubblicato da

Stefania Cava

Might be slightly chatty.

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