C’era una volta.

font-705667_1280.jpgPensavo a quella faccenda dei libri concentrati, di cui si parla spesso ultimamente. Immagino che già ne abbiate sentito parlare: un libro – trama, capitoli, intrecci e via dicendo – viene tagliato e ridotto così da poter esser consumato più in fretta. Una sorta di fast food, insomma, che lascia intatti i capitoli, ma opera un intenso taglia e cuci per render più fruibile il contenuto, che poi è in realtà l’esatto opposto di quello che un lettore – un lettore vero – vuole.

Un lettore vero vuol pagine. Vuole uno spazio abbastanza grande da perdersi e così profondo da riuscire ad immergersi. Vuole dialoghi che sappiano tenere in sospeso per capitoli, vuole affezionarsi ad un mondo diverso dal suo. Vuol regalare uno spicchio di cuore ad una vicenda, e viver la giornata sapendo che una parte di sé resterà piegata tra quelle pagine, fino a che non si leggerà la parola ‘fine’. Un lettore, insomma, è quanto di più simile esista ad un innamorato, e questo è il motivo per cui fatico tanto ad innamorarmi di chi non ama leggere.

Del resto, pensateci. Ogni storia d’amore è, prima di tutto, una storia. Ci son personaggi, dialoghi, colpi di scena, imprevisti, successi e imprevisti. Capir subito come finirà, certo, sarebbe vantaggioso: invece di spender anni con qualcuno, nel giro di quindici giorni si potrebbe capire che lui ti tradirà con una tua amica, lei starà con te il tempo necessario per farsi pagare le vacanze, quell’altro non imparerà mai ad esser gentile. Semplice, chiaro, pulito. Un netto risparmio di tempo, senza dubbio, eppure…

Eppure dove finiscono, quei capitoli infiniti, in cui cerchi di capire se tu gli piaci quanto lui piace a te? Cosa ne è delle litigate che sembrano sempre segnare la fine, e tu che ti chiedi per quanto non ti parlerà, e se per caso dovresti chieder scusa per primo? Dove vanno a nascondersi, i progetti che fai di nascosto anche da te stessa, perché gli anni ti hanno spiegato a meraviglia che a dire ad alta voce i sogni, spesso, si finisce per farli sfiorire? Un libro – esattamente come una storia d’amore – ha lunghi tempi morti, brevi istanti in cui la trama si ribalta, ansie e trepidazioni. E anche se anni dopo, a libro concluso, mi scopro pentita della scelta fatta, so che mi sono appassionata a tutte le pieghe della storia che ho letto e vissuto. Ho sofferto, ho sperato di cambiar capitolo, ho atteso il colpo di scena, ho vissuto un’avventura, passo dopo passo.

Del resto lo dice anche Beppo Spazzino: nella vita, bisogna sempre procedere un passo alla volta, un colpo di scopa alla volta, per poter arrivare fino in fondo con tutto il lavoro fatto, senza aver perso il fiato. Ma questa è una cosa che sa solo chi legge. E, probabilmente, chi ha il coraggio di innamorarsi.

Pubblicato da

Stefania Cava

Might be slightly chatty.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...