Midnight Blues.

1796561_626810987389542_1792621666_nTi capisco, lo sai?

Mentre ti puntelli ai lati, come un palazzo traballante dopo un terremoto, chiedendoti quante scosse d’assestamento serviranno prima che scenda la calma. Prima che ti ritorni il fiato in gola. Prima che tutto smetta di girare.

Capisco l’espressione che fai quando sei spaventata e cerchi di non darlo a vedere, perché se c’è una cosa che gli anni t’hanno insegnato è che il mondo ti strappa il tappeto da sotto i piedi solo quando capisce il tuo timore. Se resti calma, se ti concentri abbastanza da tenere insieme tutti i tuoi pezzi, potrai sempre dar l’idea di una che salterà, al prossimo strattone. Non lo sanno, che faresti un capitombolo da comica. Ma lo sai tu, e tanto basta.

So l’effetto che fa sentirsi soli, mentre ti incammini in quel sentiero che ti mostra come la solitudine sia una meravigliosa possibilità, ma solo quando viene scelta. Subìta, si trasforma in un fastidioso ronzio che spiana giorno e notte per rendere ogni ora uguale all’altra, senza un capo né una coda. Sei tutta tua, eppure non ti senti in possesso di nessun tesoro.

Riconosco il cipiglio con cui affronti il mondo, con cui ripeti a voce alta – sempre più alta, ché bisogna convincersi – che tu, nell’amore, non ci credi più. O meglio ci credi, ma sei anche convinta che non sia roba per te. Lasci agli altri i confetti e le liste nozze, San Valentino e le vacanze al mare, le cene ed i film sotto ad un piumone: tutta quella roba l’hai avuta e non t’è bastata. Sai anche tu che stai dicendo una bugia, ma basta accompagnare tutto da un sorriso. Che non ti vedano gli occhi, per carità. Capirebbero che quelle cose non le hai mai nemmeno viste da lontano, e che la volpe, davanti all’uva troppo alta, continuerà sempre a ripetere che è acerba.

Sappi che le ho contate io per te, tutte le volte che hai cantato la prima strofa di “Better Man” di Robbie Williams, intendendo ogni sillaba. “Send someone to love me/ I need to rest in arms/ Keep me safe from harm /In pouring rain/ Give me endless summer/Lord I fear the cold/ Feel I’m getting old/Before my time”. Alla fine, l’amore è quello, per te: la possibilità di tirare il fiato, l’incantesimo che si crea quando qualcuno ti fa sentire tranquilla come quando, da bambina, papà guidava e tu ti addormentavi sul sedile posteriore, certa che ti saresti svegliata nel tuo lettino.

Ci son sere in cui sei il calzino spaiato, l’orecchino senza la chiusura, il libro a cui qualche vigliacco ha strappato l’ultima pagina. Ti ci sei abituata, anche perché un po’ sola lo sei sempre stata, anche quando pensavi al plurale. Soprattutto, quando pensavi al plurale.

Sappi che ti capisco, ovunque tu sia. Cambiano i dettagli, ma la delusione e la solitudine han sempre la stessa faccia. Ti capisco, e non sei sola. O solo, per quanto ne so. Caricati di leggerezza e sorpassa i problemi, guardali dall’alto, come se li stessi sorvolando. Vedi, son lontani. E tu sei già più in là del tuo naso.

Pubblicato da

Stefania Cava

Might be slightly chatty.

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