Caro Babbo Natale.

santa-clause-600x450Caro Babbo. Ho buttato giù in ordine sparso qualche suggerimento. Non ti dico di portarmi tutto entro Natale, ma sentiti libero di prenderti anche tutto il 2016, per diluire i miei regali nel tempo e, magari, darmi una mano a realizzarli.

Sentitamente tua.

Una festa a sorpresa. Una sorpresa e basta. Qualcuno sotto casa, e non perché mi vuole incartare. Dodici ore senza pensieri. Sentirmi al posto giusto. Vedere la neve, ma in montagna. I Gospel la settimana di Natale. Una pioggia di stelle cadenti. Svegliarmi in una capitale straniera. Svegliarmi a Londra. Riaddormentarmi a Londra. Fare colazione con i pancakes, ma quelli buoni. Bere una Guinness decente. Arrivare, da sola, fino al Piccolo Belvedere di Cheneil, riflettendo su quante fortune ho accumulato. Dormire in tenda. Essere motivo di gioia per qualcuno. Realizzare che, come dice Jova, “l’amore è una trappola, mica sempre però: qualche volta ti libera e ti senti una favola, e ti sembra che tutta la vita non è solamente retorica”. Trovare la mia strada. Costruire un pezzo di futuro, magari con qualcuno che sappia vedere oltre il dopodomani. Imparare a replicare la pasta coi funghi della nonna. Mettere – finalmente – i lampadari. Vedere il mare, ché son tre anni che non ci si incontra, e un po’ mi manca. Sapere che i miei migliori amici sono felici. Sapere che la mia famiglia è felice. Vedere Mr. Holmes, con Ian McKellen, e dire che è una meraviglia anche se si tratta di una cagata. Farmi una nuotata in piscina, come una volta. Trovare un equilibrio. Perdere l’equilibrio. Scoprirmi diversa e migliore, più simile all’originale che alle varie interpretazioni che ho fatto di me. Scovare storie interessanti, stanare i racconti come un cane da tartufo, e metterli nero su bianco. Scrivere tanto, scrivere bene. Lasciarmi andare e scoprire che so sempre dove trovarmi. Lasciarmi andare e realizzare che posso trovare anche altro. Realizzare che quello che ho vissuto fino ad ora non era che un patetico tentativo d’amore mal riuscito, e che qualche volta le favole diventano reali anche per chi ha passato una vita a combatterle. Smettere, di colpo, d’esser cavaliere, drago e principessa. Ricordare che sono stata anche la bambina che credeva nelle fate e nei mostri. Capire che non ho mai davvero smesso di farlo. Dimenticare d’aver diviso tempo ed esistenza con chi mi ha ferito, tradito, illuso ed usato. Restituire al mio passato gli ultimi cinque anni della mia esistenza, ché salvo alcune luminose eccezioni che ho ancora accanto, si potrebbe anche far tabula rasa. Già che ci siamo, dare indietro anche i tre precedenti, che son sicura mi mancheranno ben poco.Scoprire che ho fatto qualcosa di buono. Capire che posso farne ancora. Iniziare a studiare lo spagnolo. Imparare il portoghese. Rendermi conto che son sola, ma che va bene così. Dormire una notte con Jack, Sally ed Amelia in fondo al letto, senza che finisca in tragedia. Svegliarmi accanto a qualcuno, senza che finisca in tragedia. Un bacio della buonanotte. Anche due.  Aprire gli occhi e realizzare che vado bene, che sono abbastanza, anche se nel mio vocabolario sembra che “abbastanza” non esista mai. Chiudere gli occhi e, una volta tanto, avere fiducia. 

 

 

Pubblicato da

Stefania Cava

Might be slightly chatty.

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