Je Suis Parisienne

12239977_10153713504418459_2180906215629424585_nIn una notte come questa, le parole non son poi molte. Ce ne sarebbero, a dirla tutta, ma si fermano in un nodo di paura, strozzate in gola prima ancora di veder la luce. Per le ricostruzioni fedeli, le teorie complottiste, le accuse xenofobe e le legittime preoccupazioni ci sarà tempo domani, al cospetto di un’alba che ci troverà più arrabbiati, più impauriti, più soli. Stanotte, però, mentre l’eco delle sirene di Parigi sembra stordire un po’ anche noi, c’è spazio solo per quei sentimenti tribali che nascono dall’ombelico e si fan strada fino alle labbra.

Sanno di paura, di rimpianto, di desiderio, di speranza. E badate bene, solo in minima parte hanno a che vedere con quel che è successo, con chi ha rivendicato le disumane mattanze che hanno sconvolto Parigi. Superato lo sgomento, il terrore, la rabbia ed il disgusto, sapete anche voi dove la vostra mente è corsa a nascondersi, prima di cedere alle lusinghe della ragione. D’istinto, siete corsi là: alla frase che non avete mai detto, all’amore non dichiarato, alle liti superflue e ai lavori insoddisfacenti. Nel tempo che è servito per sbatter due volte le ciglia vi siete fatti un bilancio di quel che avete tra le mani, perché la paura ha questo effetto collaterale. Ci rende egocentrici, agitati, precipitosi. Qualcuno di voi, chissà, avrà pure preso il telefono per dire un vaffanculo o un ti amo che teneva nascosto da troppo tempo. Avrete meditato sul lavoro che fate, sulla famiglia che vorreste avere però chissà, sul motivo assurdo per cui non rivolgete più la parola a qualcuno che un tempo ha significato qualcosa per voi. Non c’è da sentirsi in colpa, l’animo umano reagisce così, di fronte all’inspiegabile terrore che ti strappa, in un freddo venerdì sera di novembre, da una cena, da un concerto, da una partita di pallone.

Mentre leggevo la notizia, con l’animo appannato di chi, dall’11 settembre, ha già bisbigliato troppe volte “no, non di nuovo”, la mia mente è volata a Parigi, s’è persa tra le strade piene di gente terrorizzata, ha rimbalzato contro il muro di dolore ed è tornata indietro, giusto in tempo per essermi testimone mentre ricordavo a me stessa i desideri più profondi del mio cuore. Li so, li vedo, chiari come non mai: son tutti in fila, uno dopo l’altro, sconvolgentemente nitidi, come quelle mattine di gennaio in cui si vedon le montagne. Tutto attorno, un turbinio sfrenato e confuso, fatto delle notizie battute dalle agenzie di stampa, dal mio istinto di cronista che si mescola al mio animo da empatica, e accanto ai dati prendono forma i corpi ormai senza vita, le famiglie che li piangeranno, il domani che non arriverà. Si aggiungono i ricatti del mio cervello, che realizza di colpo quanto siano piccoli i problemi che quotidianamente affronta, avanzano le granitiche certezze che mi ricordano che quello non è l’Islam, ma solo una deriva malata e corrotta di un animo avido che s’è servito di una fede per muovere terrore e denari. Le parole inseguono i commenti insensati, ai pezzi scritti con professionalità si sostituiscono le chiacchiere da bar che dovrebbero, almeno in questo momento, lasciar lo spazio al cordoglio, al silenzio. Al dolore, perché di dolore si tratta.

Anche se non avevo mai incontrato nessun parigino, stasera me li sento tutti fratelli. Tutti quanti, nessuno escluso. Vivi e morti. Morti e, soprattutto, vivi. Su timori, paure, rabbia, dubbi e lacrime, così, preferisco far scendere il silenzio: del resto, in una notte come questa, le parole non son poi molte.

Pubblicato da

Stefania Cava

Might be slightly chatty.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...