Chi luna, chi lucciola

lucciola2Giuro, vi tormenterei tutti con un bastoncino leggero, flessibile, dolorosissimo. Colpetti secchi nei polpacci, all’improvviso, ché non si possono proprio vedere queste manipolazioni mentali senza far niente. E sì, ce l’ho con voi.

Voi che convincete le ragazzine, le donne, che esser magre è l’unica cosa importante. Che l’aspetto è il miglior biglietto da visita, perché c’è chi al mondo osserva -giustamente incantato- la Cappella Sistina e chi si ferma a guardare quel che c’è sotto, il lavoro nascosto dietro alla meraviglia. Come se il grasso fosse il peggior nemico dell’uomo, come se non ci fosse un limite ai chili da perdere.

Voi che vi raccontate che una donna profonda è quella che conosce a memoria l’opera omnia di Fabio Volo, un paio di libri di Gramellini e tutte le puntate di Sex & The City, dimenticandovi di Nabokov, della Woolf, di Montanelli, di Capote, di Fitzgerald. Dei film di Woody Allen, dell’Angelo Azzurro di Von Sternberg, della Holly Golightly di Blake Edwards.

Voi, che bruciate potenziale, diserbate sogni e passioni, annullate e spegnete quella scintilla di originalità che c’è in ogni essere umano e che, raramente, trova la forza di brillare.  Perché al grido di “siamo tutti uguali” vi siete convinti che sia un peccato esser diversi, quasi che ciò che sfugge dalla regola vi inquieti, vi turbi. Vi metta di fronte al fatto che potreste esser meglio di come siete, se solo rinunciaste a rientrare nei ranghi.

Voi, voi. Uomini e donne -perché ammettiamolo, le carogne siamo noi- che pesate ogni sbavatura di trucco, ogni grammo di troppo, ogni ombra di peli, ogni centimetro di tacco, senza sapere che io peso ogni sbavatura di sintassi, ogni idiozia di troppo, ogni ombra di congiuntivo, ogni centimetro di ignoranza.

Voi, che le state rovinando. Lasciate perder me, che ho maturato abbastanza anni di sofferenza da ottenere il bonus dell’indifferenza: son passata dal patire per gli insulti di chi mi giudicava a peso e non a profondità, al compatire chi non ha un metro più complesso del proprio occhio. Su di me è passato un ciclone non indifferente, un “nella vita o sei bella o non sei niente”: ho scoperto a mie spese che tra questi due termini c’è un universo di sfumature, tutte estremamente valide, comunque più vere dell’affermazione di un Egoardo qualsiasi. State rovinando loro, quelle ragazzine che hanno iniziato a scavarsi l’anima a furia di libri, di domande, di parole scritte e cancellate. Quelle che faranno la differenza, quando avere un cervello farà la differenza. Quelle che brillano di luce propria perché hanno imparato che esser la Luna, con tutti i suoi riflessi, non è poi così soddisfacente, quando si può essere una lucciola con la propria scintilla.

Pubblicato da

Stefania Cava

Might be slightly chatty.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...