Questa notte.

12033224_1045864148777406_1501506563293983654_nQuesta notte ho un presentimento. Un pizzicorio leggero alla punta del naso, una cosa di quelle che durano un attimo ma lasciano un’impressione, una sensazione, ben definita. Questa notte mi sento che ce la possiamo fare. Tutti, nessuno escluso.

Questa notte so che basta rimboccarsi le maniche, che è sufficiente sapersi più forti della crisi e delle crisi, dei disagi e dei dispetti, della stanchezza e dei capricci. Che è doveroso credere ad un sogno come si credeva a Babbo Natale, con quel cieco abbandono che ti fa friggere all’idea di quando tutto sarà reale. Che è sacrosanto buttar l’anima nei propri obiettivi, ché quando sarà ora di rendere la pelle al Creatore nessuno se ne farà niente, di uno spirito intonso. Questa notte han ragione di essere gli strappi, le cicatrici, i rammendi, le chiazze di sugo e di vino rosso, i lividi e ogni singola, minuscola, macchietta di tentativo.

Questa notte non valgono i lamenti, le lacrime di chi galleggia in un brodo che detesta senza avere il coraggio di puntare i piedi e rovesciar la pentola. Questa notte la padrona è la forza di volontà, il guardiano è il coraggio, il generale l’istinto. Questa notte si giustizia l’idea che impegnarsi non serve, che averci messo il cuore è uno spreco, che a farcela son solo i raccomandati, i paraculi e gli stronzi.

Questa notte ce la facciamo noi, che magari finiamo di scrivere alle tre del mattino. Che abbiamo passato qualche venerdì sera a casa a lavorare sulla tesi, a preparare un esame, a finire un progetto. Che crediamo in quello che facciamo, che amiamo il nostro lavoro al punto di chiederci se Confucio non avesse ragione a dire che non si fatica mai, se si adora il proprio mestiere. Che non capiamo chi ha un impiego e non lo rispetta, chi si intasca stipendi che non ha guadagnato, chi ha come intento quello di fregare il prossimo, ché “homo homini lupus” e non si sa mai.

Questa notte, probabilmente più di ogni altra notte, sicuramente più di quanto non sarà domattina, tutto si può se tutto si vuole. Meglio ancora, questa notte si può solo quel che si vuole davvero, disneyanamente dal profondo del cuore, perché la felicità -quella reale, non la cosa che si vende in Facebook- è una scelta. Tanto quanto l’infelicità, l’insoddisfazione, la frustrazione. Questa notte ritornerà domattina, farà capolino di tanto in tanto, a volte sbiadita, a volte in bianco e nero, raramente ancora più colorata.

Questa notte ognuno ha le ali spiegate. Questa notte mi luccica nel cuore la speranza che ogni sogno saprà diventare realtà, servendosi della fatica e della tenacia di chi nutre il desiderio di raggiungere un obiettivo.

Questa notte, possiamo tutto quello che vogliamo. Dobbiamo solo volerlo davvero. Alzarci, impegnarci, meritarcelo. Corteggiare un sogno fino a farlo capitolare.

Vola solo chi osa farlo.

Pubblicato da

Stefania Cava

Might be slightly chatty.

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