L’esercito dei Bah!

11202886_1018047144892440_1067091868214859114_n«Vabbé, è andata male. Sarà mica la fine del mondo» «Che ne vuoi sapere te della fine del mondo, manco hai voluto guardarla, quella puntata di Dr.Who. E comunque, non sarà la fine del mondo, ma è la fine di un mondo»

Era stata una chiacchierata surreale. Non tanto per i contenuti, quelli erano abbastanza normali. Il fatto che fossi da sola, quello era già più strano. Coricata sul letto, finestra spalancata, piedi nudi. L’estate dietro l’angolo, un pesante inverno ancora sulle spalle.

«Come se fosse il primo mondo che vedi crollare, poi. Ne hai costruiti così tanti, di Universi, che ormai non dovresti meravigliarti. O intristirti, per quel che mi riguarda. E poi dai, hai visto su che basi costruivi tutto? Ma davvero pensavi reggessero il peso delle tue speranze?» «Sì. No. Non lo so. Ho costruito senza pensare, come si fa coi castelli di sabbia. Mica volevo un condominio, eh. Mi bastava qualcosa di semplice, che sembrasse un po’ una favola, ma senza tutti quegli attimi stucchevoli. Volevo una casa sull’albero, ecco.» «Stefania, soffri di vertigini. Tu, in una casa sull’albero, manco ci saliresti. Perché non ammetti che più che castelli e palazzi, le tue relazioni sembran sempre delle cantine? Scavi, entri in profondità, ti dimentichi le finestre. Così ti trovi, nella migliore delle ipotesi, ad abitare un posto buio, umido e che ti inquieta sempre un po’, chiedendoti perché ti sei spinta così in basso» «Dici?» «Dico. Comunque non tutto il male vien per nuocere. E come fartela passare, lo sai» «Lo so?» «Oh cielo sì, lo sai. Lo sai perché lo hai già fatto. Con ogni cosa che ti faceva paura, schifo o dolore. Inizi l’elenco del Grande Bah, e quando sei a metà non sai nemmeno più cosa ti facesse paura, schifo o dolore. Lo abbiamo fatto anche con il fantasma sotto al lavandino del bagno, ricordi?» «C’era un fantasma sotto al lavandino del bagno?» «Appunto. Quindi coraggio. Tutti i bah che hai detto. E ne hai detti, non fare la diplomatica. Anzi, ti aiuto, tanto ero lì». 11831693_1015147268515761_8549797722795862956_n

«Hai detto bah quando ti ha confessato che l’Osservatorio Astronomico era una palla assurda. Quando ti ha spiegato quanto gli piace la carne tenera dell’agnello, quando lo hai visto mangiar la pesca con la buccia. Bah quando contava le calorie, bah quando ti ripeteva che il mondo era dei belli. Hai detto bah quando ti ha spiegato che non era il caso tu fossi felice, perché il giorno del tuo compleanno era solo un giorno come un altro» «Mi sa che te li stai confondendo, eh…» «Lascia fare. Bah ogni volta che ti spiegava che non valeva la pena leggere un libro del quale avrebbero fatto un film, bah quando ti sembrava di essere l’unica ad avere coraggio. Te lo ricordi?» «Me lo ricordo». «Dicevi bah anche quando ti spiegava che la musica che ascoltavi faceva cagare. E quel gigantesco bah sulla questione dell’immigrazione, dell’inquinamento, dei figli? Uno dei bah più grossi l’hai tirato fuori quando lo hai visto appallottolare uno scontrino e buttarlo per terra. Bah! Forse c’era addirittura il punto esclamativo». «Continuo a dirtelo, li stai confondendo. Hai mescolato almeno tre o quattro persone che mi son piaciute». «Non sono io che confondo, masnà, sei tu che non capisci. Non è chi, è perché. Tutti quei bah volevano solo dire una cosa: non ne vale la pena. Hai resistito, come è naturale, ma alla fine dalle tue labbra usciva sempre un bah. E ne sono venuti fuori così tanti che t’han gonfiato le vele e hai preso il largo, al punto che hai iniziato a viaggiar lontano, a scegliere la tua rotta. E loro, dalla riva, a farti ciao con la mano. Avevi onde alte sei metri sopra la testa, e ti sentivi abbandonata sulla spiaggia, ti sei persa il meglio perché pensavi stesse capitando a chi ti aveva perso. Sai cosa dovresti fare?» «Cosa?» «Trasformare i bah in beh» «Mi metto a belare, quindi?» «Oddio no. Sorprenditi con dei beh. Il concerto di Jovanotti, ad esempio. Pensavi fosse un po’ da adolescente, ma volevi andarci. Ci sei andata e a fine serata avevi un beh, stampato sulla faccia. E ne hai fatte, di cose per cui dire beh. Cerca quelle. Fai quelle. Trova chi ti fa dire beh, anziché bah. Scommetti che ti dimentichi anche a chi stavi pensando?» «A chi?» «Appunto.»

Pubblicato da

Stefania Cava

Might be slightly chatty.

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