Caccia a pagamento, umanità in vendita

151739850-04de3976-8ffa-4148-ba76-1c050ae0d057C’è qualcosa di stupidamente malato, nella questione della caccia come sport. C’è qualcosa di ancora più stupidamente malato nella questione della caccia come sport tenuta in piedi dalle tangenti. Paghi abbastanza? Ti faccio anche tirar giù a sassate l’ultimo rinoceronte albino. Qualcuno paga più di te? Posso al massimo rifilarti un ghepardo zoppo.
Nel giro di un paio di giorni, Cecil è morto in Zimbabwe e un giovane lupo maschio, decapitato, è stato messo in mostra nel cuneese. Terre lontane, animali diversi, stessa brutalità. In entrambi i casi bracconaggio, anche se sul primo grava un giro di tangenti che ti fa capire come le riserve siano, a volte, solo un bacino di pesca per squali annoiati. 
Credo da tempo che il desiderio di sfogar la propria violenza su chi è messo in condizioni di inferiorità e debolezza sia un meschino sintomo di mancanza di umanità. Sembran tanto convinti di sembrare grandi e minacciosi, quando sparano a un leone o decapitano un lupo, ma in realtà assumono più i contorni di bambini cresciuti, con un fucile purtroppo vero e una coscienza tristemente fasulla, impegnati a far capire chi ha più grosso l’ego, ché a misurar parti intime deve essergli andata male, per durata o per quantità.
 
La vita – sacra, anche quando appartiene a chi paga di più per uccidere – ha nella mia scala di valori un prezzo enorme, spaventoso e, soprattutto, collegato a mille variabili, portatore di mille conseguenze. I cuccioli di quel leone, ad esempio, non sopravviveranno al cambio di guardia: i nuovi dominanti, nella lotta per il branco, li uccideranno. La cosa, se uno perdesse tempo a controllare l’effetto farfalla, farebbe fin spavento. La vita è una catena che regge tante collane: basta rompere un anello per distruggere tutto.
 Per questo non mi sentirete mai dire che “quello è da ammazzare”. Nemmeno se si trattasse di un criminale efferato, neppure nel caso di un mostro fatto e finito. Sono convinta che l’esistenza sappia essere premio e punizione e, nel caso di assassini a sangue freddo, convivere alla ricerca della propria coscienza o con gli occhi ben puntati nelle conseguenze possa essere una condanna ben più pesante di una fucilata.

Pubblicato da

Stefania Cava

Might be slightly chatty.

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