Cosa faresti, se non avessi paura?

11379152_990870880958263_1378401971_nLa scorsa domenica sono andata ad Expo. Anzi, meglio ancora: la scorsa domenica sono andata ad Expo, da sola. Coi miei ritmi, i miei tempi – “sì, voglio andare ai 100 all’ora e stare nella corsia di destra, perché se accelero non faccio in tempo a sentire tutto il Greatest Hits di Robbie Williams” – e le mie abitudini.

L’idea di fare un viaggio da sola, in realtà, ce l’ho da un po’. Le proposte nella mia testa fioccano, ma in tasca ho un ragno che piange di solitudine e così, mio malgrado, sono costretta ad adattare i miei tempi a periodi che non siano la settimana di altissima stagione. “Se non posso andare in vacanza in un posto – mi son detta – vorrà dire che andrò in vacanza in tutti i posti. Contemporaneamente“. Da lì, Expo2015.

Saltiamo a pié pari tutte le considerazioni etiche e morali, sacrosante ma al momento non colonna portante del mio discorso. Sarei potuta andare anche a Varigotti, Expo è solo stata l’occasione ghiotta più vicina. Del resto, è un’esposizione universale: quando mi ricapita più, di averla a 50 minuti da casa?

Due le considerazioni su Expo. La prima è che, a tratti, mi è piaciuta molto: credo sia colpa del fatto che io, il Mondo, non l’ho mai visto come avrei dovuto. Così mi son trovata affascinata dai profumi delle spezie, dalle mille lingue straniere, dalle abitudini di gente che era nata ai miei antipodi, o giù di lì. La seconda considerazione, è che Stefania, da sola, è diversa dalla Stefania che pensavo di conoscere. E qui mi spiego meglio.

Un’esperienza da sola – me lo dicono tutti i viaggiatori solitari che ho intervistato, e sono un numero sorprendentemente alto – anche se di poche ore, ti fa stare in compagnia di te stessa. Per lo stesso motivo vado al cinema da sola o a fare shopping da sola. Tempo di qualità trascorso con la persona con cui ho più problemi: la sottoscritta. Ebbene: è venuto fuori che, mentre Ste tremava dal primo piano di una villetta a schiera, Stefania non soffre di vertigini (almeno, non soffre di vertigini finché si concentra e guarda avanti. E ci sarebbe del metaforico, ma andiamo oltre). Ste è logorroica, Stefania una grande osservatrice. Ste mangia, spesso pure troppo, Stefania ha una resistenza notevole alla fame – ma non alla sete. Stefania, insomma, è più gradevole di Ste, anche se fatica di più a chiacchierare, a perdersi in parole con gli sconosciuti.

Quel che sono davvero, in realtà, abita nel mezzo. E in quel mezzo ci si arriva solo – ne son sempre più convinta – se si fa un salto nel buio, da soli. Se si trova l’occhio del ciclone e ci si siede dentro, a guardar tutto che va sottosopra. Se si diventa equilibrista senza rete, se si trova il coraggio di assaltar la diligenza dei propri luoghi comuni, delle proprie innocue dipendenze. Non molto tempo fa ho letto un cartello che chiedeva “Cosa faresti, se non avessi paura?”. Credo di aver iniziato a rispondermi…

Pubblicato da

Stefania Cava

Might be slightly chatty.

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