Quel che resta.

once-upon-a-time-719174_1280Leggere libri mi ha insegnato una cosa: ogni storia che finisce – poco importa se sia la saga Harry Potter o la tua ultima relazione – ti lascia qualcosa. Tecnicamente, fisicamente, sono favole andate, ma sai benissimo anche da te che son presenti, e porca miseria se son presenti. 

Ogni volta che sento di una madre che difende la prole mi viene in mente quel “Not my daughter, bitch”, pronunciato dall’immensa Molly Weasley. Ad ogni storico e stoico innamorato, rimbomba nella mia testa un “After all this time?”. Puntuale, di fronte ad ogni problema, arriva la voce di Silente che ricorda che son le scelte che facciamo che dimostrano ciò che siamo realmente, in barba alle nostre capacità.

I libri, però, sono un magnifico specchio della vita reale. Anche tu, sei mesi dopo, m’hai lasciato qualcosa. Ci penso – ti penso – ogni volta che qualcuno mi dice che c’è un concerto. Quando si parla di Pietrino, ché mi sa che la Fiordibosco la mangerò, ma mi resterà sempre un po’ sullo stomaco. Sei nella mia testa mentre mi chiedo – lo faccio anche coi libri, sarà patologico? – quanto quello che ho vissuto, visto, fosse reale.

Recentemente ho avuto modo di notare quanto di te ci fosse ancora fisicamente, tra queste pareti. Molto, tanto. Troppo? In fin dei conti lo spazio è quello che è, e noi qui siamo già un bel numero. Così le tue ciabatte son diventate il gioco preferito di Amelia, fino a quando anche lei s’è stufata di averle attorno. Con lo spazzolino c’ho pulito le fughe delle piastrelle, ringraziandomi per aver scelto le setole dure: ho un bagno che è una meraviglia. I biscotti che ti piacevano son finiti, i regali ormai nascosti nel fondo di un cassetto troppo poco profondo.

Non che mi auguri che il tempo scavi i miei comò, s’intende. Forse, però, saprò fare quel che ho fatto sempre, dopo ogni storia e dopo ogni libro: una carezza alla copertina chiusa, un sospiro di quelli che han dentro un “grazie” e un “addio”, un rapido conto delle cose belle da ricordare, ché verranno a galla, lo so. E poi un nuovo libro, un’altra vita, un’altra me. Del resto l’ho imparato sul campo: ti resta in testa solo ciò che davvero conta. 

Pubblicato da

Stefania Cava

Might be slightly chatty.

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